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“L’origine degli alimenti in codice, come scoprirla quando non è specificatamente indicata?”

Buona domenica amici,

continuo oggi la mia rubrica sullalimentazione sostenibile e consapevole. Due domeniche fa vi ho parlato dell’importanza della filiera agroalimentare, oggi vorrei entrare nello specifico di alcuni alimenti che sull’etichetta riportano alcune indicazioni sulla filiera che porta tali prodotti sulle nostre tavole.

In particolare l’indicazione del Paese di origine e del luogo di provenienza è regolamentata dal regolamento UE n.1169/2011 secondo cui il Paese di origine o luogo di provenienza devono essere indicati in etichetta ogni qual volta l’omissione “possa indurre in errore il consumatore in merito al Paese d’origine o al luogo di provenienza reali dell’alimento, in particolare se le informazioni che accompagnano l’alimento o che sono contenute nell’etichetta nel loro insieme potrebbero altrimenti far pensare che l’alimento abbia un differente Paese d’origine o luogo di provenienza”.

Anche se attualmente questa norma non è ancora totalmente messa in pratica esistono normative di settore nazionali ed europee che prevedono l’indicazione dell’origine in etichette per determinati prodotti. Attualmente l’indicazione è obbligatoria per:

  • ortofrutticoli freschi;
  • passata di pomodoro;
  • uova;
  • latte, formaggi e derivati;
  • olio extravergine di oliva;
  • carni suine;
  • carni ovine e caprine;
  • carni di agnello;
  • pesce.

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Ma come possiamo conoscere l’origine degli alimenti quando non è specificata esplicitamente?

Per la maggior parte dei prodotti l’indicazione è chiaramente esplicitata con il paese di produzione e/o trasformazione ma in alcuni casi la provenienza è più difficile da identificare: per esempio per le uova o per il pesce.

Il codice stampato sulle uova ci da indicazione sia del tipo di allevamento sia sul luogo di provenienza.

Il primo numero che può essere compreso tra 0 e 3 indica il tipo di allevamento, più precisamente 0 = allevamento da agricoltura biologica, 1 = allevamento all’aperto, 2 = allevamento a terra, 3 = allevamento in gabbia.

Le seconde due lettere (per es. IT) indicano lo stato di produzione, segue poi il codice dell’allevamento così composto: le prime tre cifre sono il codice ISTAT del comune in cui sorge l’allevamento, segue poi la sigla della provincia, ed infine gli ultimi tre numeri identificano l’allevamento.

La classificazione degli allevamenti con questo tipo di codice (000 XX 000) potete trovarla anche su altri prodotti di origine animale come la carne o il latte.

Per quando riguarda il pesce invece la zona di pesca è indicata oltre che con l’indicazione geografica anche con la zona di pesca Fao, ad esempio la zona del Mediterraneo è incata con il numero 37, per conoscere le altre zone FAO di pesca cliccate qui.

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